''Mangio qualcosa e poi torno a casa'', l'ultima chiamata e poi il ritrovamento del corpo in un canalone. Paolino è morto a 65 anni, la tragedia in quota
Il corpo di Paolino Camparmò è stato trovato senza vita lungo un canale dove l'uomo sarebbe ruzzolato per circa 150 metri. L'uomo aveva lasciato detto ai familiari che sarebbe andato sul Brutto Buso, sopra località Griso contattando la moglie in due diverse occasioni al cellulare: l'ultima a mezzogiorno, quando le aveva detto che era in cima e che, dopo aver mangiato qualcosa, sarebbe sceso

VICENZA. L'allarme lanciato dalla moglie, le ricerche, il ritrovamento dello zaino e poi davanti agli occhi dei soccorritori si è materializzato il dramma: il corpo di Paolino Camparmò, 65 anni, è stato trovato lungo un canale senza più vita. Il personale medico, purtroppo, ha potuto solamente constatare il decesso.
LE RICERCHE E IL RITROVAMENTO DEL CORPO
L'uomo, originario di Schio, aveva lasciato detto ai familiari che sarebbe andato sul Brutto Buso, sopra località Griso (dove i carabinieri poi hanno ritrovato parcheggiata la sua auto), contattando la moglie in due diverse occasioni al cellulare: l'ultima a mezzogiorno, quando le aveva detto che era in cima e che, dopo aver mangiato qualcosa, sarebbe sceso (senza però specificare la strada).
Da allora il suo telefono non è più stato raggiungibile. Lanciato l'allarme immediatamente si è messa in moto la macchina dei ricerche. Diversi soccorritori, tra i quali un'infermiera, si sono suddivisi in squadre: una ha iniziato a risalire il canale, molto rischioso di notte, chiamando a voce l'uomo. Le altre si sono spostate a verificare possibili itinerari alternativi al rientro perché dalla cima, anche se molto difficile da raggiungere e individuare, si più arrivare a un sentiero Cai che poi si dirama.
Il corpo di Paolino Camparmò è stato trovato senza vita, come già detto, lungo il canale dove l'uomo sarebbe ruzzolato per circa 150 metri.
“Facciamo presente – dice il Soccorso alpino e speleologico veneto – che sul Brutto Buso, spesso pubblicizzato senza opportune premesse, sono sì presenti manufatti della Prima guerra mondiale, ma non esiste più sentieristica, non ci sono indicazioni e segnali evidenti, è selvaggio, impervio e pericoloso e già una volta quest'anno i soccorritori erano intervenuti in aiuto di una persona”.


















